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bottoneOrganizzazione del Corpo Sanitario Militare dell'Armata Sarda durante le due Guerre di Indipendenza

Il 9 settembre 1843 venivano apportate alcune modifiche all’ordinamento del Corpo sanitario militare stabilito dieci anni prima; venne modificata la gerarchia introducendo, per la branca medica, l'incarico di medico capo, di medico in 1ª, di medico in 2ª, di medico aggiunto e di medico applicato in sopranumero, e per la branca chirurgica quello di chirurgo capo, di chirurgo maggiore, di chirurgo maggiore di 1ª e quello di chirurgo maggiore di 2ª.

Mutarono anche le norme che regolavano l'avanzamento del personale sanitario, basato ora in parte sull' anzianità di servizio ed in parte su esami.

I medici  aggiunti, scelti tra gli applicati in sopranumero e tre gli allievi laureati, erano promossi a medico d1 2ª classe per anzianità mentre per accedere al1’incarico di medico di 1ª dovevano sostenere un concorso per esami; per la promozione a medico capo invece valeva solo l' anzianità: tre anni più tardi venne introdotta la norma in base alla quale i chirurghi maggiori in seconda di 1ª classe potevano essere promossi chirurghi maggiori solo se laureati in medicina e in chirurgia e sempre previo concorso per esami.

Il R.D. del 16 settembre 1848 potenziò ancora il servizio sanitario militare stabilendo la costituzione del Corpo degli infermieri militari da adibire al servizio sia degli ospedali in tempo di pace sia a quello delle ambulanze in tempo di guerra; il nuovo reparto fu organizzato in uno Stato Maggiore e in tante compagnie quante erano le divisioni dell`Armata; il suo assetto organico fu il seguente:
 
- Stato Maggiore: un maggiore comandante; un capitano; un ufficiale d’amministrazione; due Sottotenenti, un furiere maggiore,  un sergente d'amministrazione, un sergente, un caporale e 15 soldati infermieri tutti addetti alla scorta delle ambulanze,

 - ognuna delle compagnie divisionali: un tenente; tre sottotenenti, un furiere, quattro sergenti, otto caporali; 83 soldati infermieri.

Il personale di .bassa forza ed i sottufficiali, tutti volontari, provenivano dagli infermieri maggiori ed infermieri fino ad allora in servizio presso gli ospedali e dai veterani ed invalidi.

I1 R.D. del 30 ottobre 1850 modificò completamente la gerarchia del personale sanitario sopprimendo tutti gli incarichi esistenti e sostituendoli con quelli di medico militare divisionale, medico di reggimento, medico di battaglione e medico aggiunto; a questo provvedimento seguì quello del 13 ottobre 1851 che ristrutturò completamente il servizio ospedaliero militare.

Tutti gli ospedali militari esistenti vennero ripartiti in due settori ben distinti, gli ospedali divisionali e quelli succursali, la prima categoria venne a sua volta ripartita in lª e in 2ª classe, a seconda dell’importanza dello stabilimento.

Gli ospedali di 1ª classe erano quelli di Torino, di Genova e di Alessandria; gli altri erano quelli di Chambery, di Cagliari, di Nizza e di Novara.

Gli ospedali succursali, posti sempre alle strette dipendenze di quelli divisionali, dovevano essere attivati nei presidi e nelle fortezze ove l' importanza del presidio residente lo giustificasse; nel 1852 ne funzionavano 14, dei quali otto dipendenti da Torino (Cuneo, Pinerolo, Venaria Renale, Fenestrelle, Exilles, Bard, Saluzzo e Savigliano), uno da Alessandria (Casale), uno da Chambery (Annecy), due da Novara (Vercelli e
Vigevano), uno da Nizza (Monaco) ed uno da Cagliari (Sassari) (1).

La direzione degli stabilimenti sanitari divisionali continuo ad essere esercitata dalla giunta sanitaria militare e dal comandante generale di divisione, mentre quella particolare passò dal capo dello stato maggiore divisionale a quella del comandante militare della provincia nel cui territorio operava l’ospedale; negli ospedali divisionali di 1ª classe venne inoltre istituita la carica di direttore in 2ª, generalmente conferita ad un maggiore aggregato ai veterani, il quale ebbe la supervisione su tutti gli aspetti del servizio che in essi si svolgeva.
Nel caso in cui nel presidio non esistesse il comandante militare provinciale, la direzione dell’ospedale era affidata al comandante del reparto di stanza nella località.
Ogni ospedale era gestito, al pari di un qualsiasi altro reparto dell’esercito sardo, dal consiglio d’amministrazione composto dal direttore in qualità di presidente, dal medico divisionario e dall’ufficiale inferiore comandato in qualità di membri e dall’ufficiale incaricato del servizio amministrativo nella sua duplice veste di membro e di segretario; riguardo all' ufficiale inferiore di cui si e detto, ogni reparto di stanza nella località in cui operava un ospedale, doveva distaccarne uno per un turno trimestrale, che espletava funzioni ispettive per conto del loro corpo.
Il decreto stabiliva inoltre la costituzione di una compagnia di infermieri militari alla quale vennero affidati il servizio amministrativo e contabile degli ospedali oltre a quello di assistenza dei ricoverati; vennero cosi soppressi gli ufficiali contabili, gli aiutanti ed i sotto aiutanti contabili, gli infermieri maggiori e gli infermieri ordinari istituiti nel 1833 ed 1l corpo degli infermieri militari istituito nel 1848.

La compagnia comprese un capitano, otto tenenti, 14 sottotenenti, dieci furieri, 32 sergenti, 36 caporali e 274 soldati infermieri; il reparto doveva essere alimentato tramite arruolamento volontario, tramite la leva e con il passaggio di individui già in servizio presso altri reparti; il servizio venne considerato come attivo .

A questa normativa fece seguito quella del 9 giugno 1853 concernente la ristrutturazione del consiglio superiore di sanità militare che risultò ora costituito dal presidente, da tre ispettori uno dei quali per la branca medico chirurgica ed uno per quella farmaceutica e da un segretario: al consiglio rimase affidata la sorveglianza e la direzione superiore del servizio alle dirette dipendenze del dicastero della guerra e la funzione di commissione permanente per gli esami di ammissione ed avanzamento del personale medico. Il presidente, assimilato al grado di colonnello veniva scelto senz'altro riguardo che quello del meglio del servizio, tra le persone dell'arte di maggior rinomanza per dottrina e perizia, mentre gli ispettori, assimilati a tenente colonnello provenivano dalla classe dei medici divisionali.

La pianta organica del personale sanitario militare venne definitivamente stabilita con decreto del 10 ottobre 1855, risultando costituita da cinque medici divisionali di lª, quattro medici divisionali di 2ª, 20 medici di reggimento di 1ª, 26 medici di reggimento di 2ª, 40 medici di battaglione di 1ª, 40 medici di battaglione di 2ª e 20 medici aggiunti (2); nello stesso documento vennero anche fissate le norme relative all’avanzamento che continuò ad essere regolato sull' anzianità e sugli esami di concorso, ad eccezione dei passaggi dalla seconda alla prima classe che avvenivano esclusivamente in base al1’anzianità di servizio: le promozioni dovevano avvenire sempre nella seconda classe del grado superiore e second le regole seguenti:

- non si poteva essere promossi medici di battaglione se non dopo un minimo di due anni di permanenza nella categoria dei medici aggiunti;

- non si poteva essere promossi medico di reggimento se non dopo un minimo di tre anni nella categoria dei medici di battaglione;

- non si poteva infine essere promossi medici divisionali se non dopo un minimo di cinque anni nella categoria dei medici di reggimento.

Nel maggio 1861 risultavano in servizio presse il Corpo sanitario militare 32 medici divisionali, 140 medici di reggimento, 173 medici di battaglione e 79 medici aggiunti; prestavano servizio poi nel consiglio superiore, oltre al presidente ed al segretario, nove ispettori.
Il R.D. del 26 giugno 1853 istituì un deposito farmaceutico militare con annesso laboratorio chimico nel quale iniziò la produzione di tutti i medicamenti necessari al fabbisogno dell’esercito, fino ad allora acquistati da privati con l’abituale sistema degli appalti pubblici; vennero poi attivate negli ospeda1i le farmacie divisionali e succursali, poste alle dipendenze dei medici direttori e soggette a verifiche da parte del Consiglio superiore della sanità militare.

Il quadro organico del nuovo personale fu la seguente: tre farmacisti di 1ª assimilati a capitano; cinque farmacisti di 2ª assimilati a tenente; 17 farmacisti di 3ª assimilati a sottotenente, un direttore e due assistenti civili addetti al deposito centrale (2).
Nel 1861 erano in servizio nell'esercito un farmacista direttore e due farmacisti assistenti che operavano nel laboratorio chimico-farmaceutico, 16 farmacisti di 1ª, 19 di 2ª e 33 di 3ª.